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Culion: la gemma culturale nascosta vicino a Coron, Palawan
(scritto a settembre 2026)
Famosa un tempo come la colonia lebbrosa più grande del mondo, Culion ora è una testimonianza eccezionale dello spirito filippino e un luogo fondamentale per la storia e la cultura di Palawan, il paradiso dell'ecoturismo nelle Filippine.

Vista in arrivo a Culion. Foto: Tropical Experience.
Coron: un paradiso naturalistico oggi, famosa per altri motivi nel passato
Da quando sono arrivato nelle Filippine ho sempre avuto il desiderio di visitare Culion. Ne avevo sentito parlare in alcuni programmi televisivi e avevo letto qualcosa qua e là. Essendo sempre alla ricerca di nuovi luoghi davvero autentici e genuini da aggiungere ai nostri tour delle Filippine, mi capita spesso di perdermi a leggere la storia dei luoghi meno battuti. In realtà molti filippini con cui ho parlato, prima che Coron diventasse la famosissima destinazione ecoturistica che è oggi, conoscevano l’area fondamentalmente per due motivi: la presenza dei relitti delle navi giapponesi della Seconda Guerra Mondiale e la vicinanza alla (ex) colonia lebbrosa più grande delle Filippine e del pianeta.
Nel tempo mi ero un po’ dimenticato di questi luoghi, tuttavia qualche anno fa durante una delle escursioni classiche in giro per Coron ho parlato con una guida locale che abita proprio a Culion e che me ne ha ricordato la storia, riattivando alcune sinapsi che forse si erano un po’ addormentate.

La posizione della provincia di Palawan nelle Filippine. L'intera provincia è fatta di 1780 isole intorno all'isola principale di Palawan. Coron e Culion si trovano nell'arcipelago più a nord, quello delle Calamian Islands. Immagine: Tropical Experience.

Le 3 isole principali del gruppo delle Calamian Islands, parte della provincia di Palawan, sono Busuanga, Coron e Culion. Immagine: Tropical Experience.
I luoghi di cui sto parlando si trovano nella provincia di Palawan, ma in una parte separata dall’isola principale, nel gruppo di isole più a nord noto come le “Calamian Islands”. L’isola più famosa dell’area è quella di Coron, meta ambitissima per i suoi spettacolari paesaggi marini, le rocce frastagliate, i sacri laghi locali custoditi dalle tribù locali e tante altre attrazioni. Molto spesso Coron rivaleggia con El Nido, la domanda classica è infatti “è meglio El Nido o Coron?” (risposta: chissà!).
Ma oltre a Coron, vale la pena visitare anche la vicina isola di Culion. Vediamo come e perché.

Uno dei punti panoramici più iconici di Coron. Foto: Tropical Experience.

Il nostro arrivo al porticciolo di Culion. Foto: Tropical Experience.
Come andare a Culion da Coron e perché è importante da visitare
Mentre Coron è visitatissima – giustamente – per scoprire luoghi spettacolari come Kayangan Lake, Twin Lagoons, Malcapuya Island e molti altri posti paradisiaci, molte meno persone conoscono l’isola di Culion, la terza più grande dell’arcipelago delle Calamian. Eppure, quest’isola e i suoi 23mila abitanti hanno una storia peculiare, importante e molto curiosa. Forse è anche la destinazione culturale più importante di Palawan, quantomeno per la sua storia contemporanea. In più, è anche uno dei luoghi meno turistici e più alternativi della zona di Coron.
Palawan infatti è ormai uno dei luoghi preferiti in assoluto per la visita delle Filippine, ma è il posto più ambito principalmente per gli aspetti naturalistici: la maggior parte dei visitatori internazionali lascia queste isole tornando a casa con gli occhi incantati e il cuore pieno dalle bellezze della natura, ma scoprendo di fatto molto poco della sua storia, del suo popolo e della vita locale.
Culion può essere raggiunta da Coron con un viaggio in barca di circa 45 minuti: la cosa migliore è farlo con un’uscita in barca privata se si vuole visitarla in giornata. Esistono anche dei battelli pubblici comunque, in quanto molti Culionons lavorano nelle aree turistiche di Coron.

La vecchia entrata della colonia lebbrosa: questo portale divideva la Culion dei "sani" da quella degli abitanti della colonia. Foto: Tropical Experience.

La chiesa principale di Culion sullo sfondo. Foto: Tropical Experience.
L’area delle Calamian Islands era stata solo marginalmente visitata dai coloni spagnoli e prevalentemente da frati dell’ordine agostiniano. Gli spagnoli comunque costruirono a Culion un fortino – Fort San Pedro – di cui ora rimangono solo alcune tracce, in quanto quello che rimaneva della struttura fu “incorporato” nella chiesa de La Imaculata Concepcion, costruita all’inizio del 1900 dai gesuiti. La struttura della chiesa contenente il fortino è stata una delle prime attrazioni locali che abbiamo visitato quando abbiamo raggiunto Culion infatti.
L’ex colonia lebbrosa di Culion: come e quando è nata, com’è oggi
Siamo stati portati in giro dagli abitanti del luogo, che ci hanno raccontato la loro storia personale e quella delle loro famiglie. È stato un modo molto bello per scoprire questi posti, poiché non ci sono stati dati solo fatti e storie generiche, ma vere e proprie testimonianze personali, che hanno reso questa esperienza un momento di condivisione. Le storie degli abitanti di Culion sono infatti indissolubilmente connesse alla storia locale e senza di loro non avremmo colto appieno l’essenza di in questo luogo nascosto di Palawan.
Culion è stata infatti appunto per decenni sede di una colonia lebbrosa, la più grande del mondo moderno! L’area è stata scelta, proprio per la sua posizione isolata, dagli statunitensi quando all’inizio del 1900 acquisirono le Filippine dagli spagnoli. Per la prima metà del 1900 le Filippine – se non lo sapevate – divennero a tutti gli effetti una colonia statunitense. Uno degli interventi più marcati dei coloni fu quella dell’istituzione di un sistema sanitario a livello nazionale, una cosa tuttora visibile in molte parti delle Filippine.

Un video introduttivo ci ha fatto vedere testimonianze personali e immagini d'epoca. Foto: Tropical Experience.

La visita è guidata in inglese, ma ci sono anche pannelli esplicativi per saperne di più o nel caso facciate fatica a capire. Foto: Tropical Experience.
Storicamente si è sempre scelto l’isolamento come tattica primaria per gestirea lebbra. Oltre a non avere avuto in passato una cura a livello scientifico, molto nasceva anche dalla paura che questa malattia generava socialmente. Nella bibbia in particolare questa malattia è stata spesso associata a punizioni divine o è stata giustificata come conseguenza di atti non in accordo alle regole sociali. Ne parlano per esempio qui.
Una volta individuato dalle autorità sanitarie il sito ideale, centinaia di persone da diverse parti delle Filippine furono portate forzatamente a Culion e la loro storia è dettagliata negli ampi archivi locali, che sono peraltro stati insigniti del prestigioso titolo di UNESCO Memory of The World a testimonianza del fatto che storia locale sia di grande valore universale.
Ora la lebbra è curabilissima, ma al tempo se ne sapeva poco. Se non sapete cos’è la lebbra, la World Health Organization sul suo sito web ci spiega che questa malattia – nota anche come Hansen’s disease – è un’infezione cronica causata dal batterio Mycobacterium leprae. Dà sintomi sulla pelle, sui nervi periferici, nelle vie respiratorie superiori e agli occhi. È ora interamente curabile con una combinazione di antibiotici e – a differenza di quanto si narrava nei secoli passati– non si diffonde tramite contatti occasionali.
Cosa si trova oggi a Culion: una comunità gioiosa e la migliore sanità locale
L’ospedale locale (Culion Sanitarium and General Hospital) è ora il più moderno dell’area: fu infatti costruito e rinnovato negli anni grazie a significativi investimenti sia nazionali che internazionali. La colonia di Culion divenne un centro di studio con medici volontari che arrivarono da diverse parti del pianeta: i loro nomi sono ancora tutti ricordati e iscritti nel Museo – il punto più importante da visitare - che è stato creato nell’area dell’ospedale. Anche la comunità scientifica concorda con il fatto che l’eccezionalità di questo luogo ha reso possibile molte sperimentazioni e studi che sono stati fondamentali per poi trovare una cura globale.
Gli ultimi casi attivi a Culion risalgono al 1999 e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’area definitivamente libera dalla lebbra nel 2006. Non esistono più casi attivi e non bisogna preoccuparsi quindi a visitare la zona.
La cosa più piacevole che ho notato è che anche a Culion l’immancabile entusiasmo dei filippini e la loro proverbiale adattabilità ha dato il meglio di sé. Le storie e testimonianze sono spesso drammatiche, ma durante la visita si scopre come questa comunità si organizzò nel passato con feste, matrimoni e lavoro agricolo, ricreando la gioiosa vita di comunità filippina anche in queste condizioni così difficili.
Culion è ora una tranquilla cittadina popolata dai discendenti degli abitanti della colonia, molti dei quali fanno avanti e indietro da Coron dove lavorano. Di fatto è diventata una tranquilla e solidale area residenziale.

Nelle aree espositive si trovano vecchi registri e documenti, nonché studi medici sulla lebbra. Foto: Tropical Experience.

La comunità di Culion era organizzata come una società moderna e aveva perfino le sue monete e banconote. Foto: Tropical Experience.
L’isola del paradiso ritrovato: a Culion potete fare esperienza della vita filippina nella sua essenza
La parte più entusiasmante della nostra visita è stato l’incontro con le persone che ancora hanno vissuto nella colonia quando era aperta. Alcune di loro portano le cicatrici dei sintomi che sono poi stati trattati e ora vivono tranquillamente nella comunità. Le storie vengono raccontante in stile davvero filippino: con rispetto ma anche con umorismo, ironia e gioia, con una grande volontà di condivisione. La vivacità locale tipicamente filippina è la ricetta migliore per rimuovere il pregiudizio che questa malattia curabilissima ancora a volte porta con sé.
Per decenni l’isola è stata infatti ingiustamente definita “The island of the living dead” (l’isola dei morti viventi) o “The Land of No Return” (l’isola senza ritorno). Per rimuovere questo stigma il Comune ha proibito l’uso di questi slogan a livello turistico, lanciando invece il nuovo titolo di “The Paradise Regained” (il paradiso ritrovato).

L'ex studio dentistico della colonia lebbrosa di Culion. Foto: Tropical Experience.

Vista dall'ex fortino coloniale. Foto: Tropical Experience.
Infatti, il tragitto in barca per raggiungere Culion ci ha fatto attraversare dei luoghi bellissimi e nel suo territorio si trovano resort, barriere coralline e isolette tropicali pittoresche. La nostra barca è attraccata a Culion in un porto con acqua cristallina e andare in giro per le strade locali è stato davvero molto piacevole. La cittadina è anche un ottimo posto dove fare un po’ di esperienza della tranquilla vita quotidiana filippina, lontano dalle aree turistiche e dalle grandi città.
Ci è stato anche organizzato un pranzo in un piccolo ristorante nel centro del paese, dove abbiamo gustato un po’ di pesce e di pansit (i noodles filippini), prima di ritornare nel contesto più turistico di Coron. Sulla via del ritorno ne abbiamo anche approfittato per fare una fermata su una delle spiagge paradisiache locali, perché le spiagge di Coron sono fantastiche, così da rendere ancora più completa una giornata eccezionale.

Sulla via del ritorno ci siamo fermati a fare un po' di mare e relax in questa magnifica spiaggetta. Foto: Tropical Experience.

Visita dell'ex-ospedale locale. Foto: Tropical Experience.
Se avete un giorno in più a disposizione a Coron, oppure se questa storia vi ha incuriosito e volete scoprire di più, potete aggiungere la visita di Culion a uno dei nostri itinerari. La trovate già come visita opzionale nel nostro Tour B o nel nostro Tour D.
Vi abbiamo volutamente raccontato poco delle storie che si scoprono visitando questo luogo, perché è molto più bello farlo da sé interagendo con la coinvolgente comunità di Culion. Di seguito trovate anche un video che abbiamo girato fra questi luoghi!

