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Blog -  Viaggiatore o turista? Sii ospite (in 7 mosse)!

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I blog di viaggi sono zeppi delle solite distinzioni fra viaggiatori e turisti, a dire il vero già un po’ vintage. Spesso questa contrapposizione ha generato un antagonismo virtuale fra due fazioni contrapposte: i viaggiatori sono visti come hippie che viaggiano scomodi per raggiungere un ipotetico nirvana del viaggio, mentre i turisti come quelli che si accontentano di un ombrellone e gite di massa.

La contrapposizione ha poco senso: ognuno viaggia come più vuole e, a seconda delle situazioni e del momento della propria vita, a volte ci si sente di fare un viaggio più da “viaggiatore”, mentre altre volte si fa il “turista”. La cosa importante è che si abbia sempre rispetto del luogo che ti ospita, delle persone e del suo ambiente. Per questo motivo ci piace pensare che ci sia un concetto che unifichi le due figure, ovvero quello di “ospite”.

 

Ecco le caratteristiche dell’ospite:

1. L’OSPITE SI FA CONSIGLIARE DAI LOCALI

Chi meglio di chi vive in un luogo può saperne su dove mangiare o che luoghi vedere? Guide cartacee e racconti di viaggio possono essere utili, ma nulla batte l’esperienza diretta!

2. L’OSPITE NON PORTA VIA NIENTE, NON SPORCA.

Immagina di andare a casa di qualcuno e portare via la lampada della sala o un paio di scarpe che vi sono piaciute particolarmente. Immagina di avere un ospite a cena che prima di andar via vi autografa il muro dell’anticamera. Lo stesso vale per portare via coralli, imbrattare monumenti, rocce e altro. Sono cose che sembrano scontate, ma molto spesso non lo sono.

3. L’OSPITE È UNA PERSONA PIENA DI GRATITUDINE

Viaggiando, magari in un paese lontano, usi, abitudini e gusti potrebbero essere molto diversi dai nostri. Ed è giusto che sia così in fondo, perché viaggiamo proprio per conoscere qualcosa di differente dal solito. L’ospite lo sa e si lascia sorprendere, dimenticandosi le lamentele. Come andare a cena da qualcuno: prendi quello che ti vieni servito, e magari porti un bel dolce.

4. L’OSPITE È UNA PERSONA CHE RISPETTA LEGGI, USI E TRADIZIONI LOCALI

Viaggiare in un altro luogo, ancora di più un altro paese, ancora di più in un altro continente, significa adeguarsi a come questo posto è. Ci sono cose che potremo apprezzare di più, altre che potremo apprezzare meno, ma tutto è frutto dei costumi di una società che ci sta accogliendo. L’ospite lo sa e per qualche tempo fa esperienza di un luogo diverso, senza giudicare e facendosi coinvolgere.

5. L’OSPITE È UNA PERSONA ALLA QUALE PIACE ASCOLTARE

Se chi vi invita a cena ha voglia di raccontarvi la ricetta che ha preparato nel dettaglio, è buona educazione ascoltare e mostrarsi interessati. Anche se sapete già come si fa o l’avete già letto. Un po’ per educazione, e un po’ perché si potrebbe sempre imparare qualcosa o scoprire che ci si sbagliava su un argomento.

6. L’OSPITE SI ENTUSIASMA ANCHE PER LE PICCOLE COSE

Conoscendo il piacere dell’accoglienza, è più facile entusiasmarsi. Magari anche senza incontrare qualcosa di spettacolare si riesce ad apprezzare di più il valore delle piccole cose e della conoscenza. Sia che si tratti di conoscenza culturale, che di chiacchierare con il personale dell’albergo dove si è deciso di spaparanzarsi per un paio di settimane.

7. L’OSPITE TORNA A CASA CON QUALCOSA IN PIÙ

L’ospite si è goduto tutto al meglio, perché ha assaporato il piacere dell’accoglienza. Che ci sia stato sole, pioggia, tutto liscio o cambi di programma, l’ospite ha scoperto un luogo e soddisfatto la sua curiosità.

E tu? Ti senti più viaggiatore o più turista? In entrambi i casi, prova a essere ospite!

(scritto nell'aprile  2017)