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Blog - Baybayin: l’antica ma indimenticata scrittura delle Filippine pre-coloniali

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Mi ricordo quando, alle scuole superiori, il mio insegnante di storia filippina ci introdusse il Baybayin, uno dei vari metodi di scrittura utilizzati nelle Filippine prima dell’arrivo dei colonizzatori spagnoli. “Baybayin” è una parola filippina che significa letteralmente “fare spelling”.

Il Filippino – ma alcuni vi si riferiscono come Tagalog – è la lingua nazionale delle Filippine ed è correntemente quella più parlata in questo arcipelago. Tutto qui oggi nelle Filippine è scritto in alfabeto romano,  ma prima del dominio spagnolo iniziato nel 16° secolo, coloro che parlavano Tagalog usavano questo alfabeto sillabico per scrivere. Il Baybayin è una metodologia di scrittura considerata parte della famiglia brahmica ed è spesso confusa con un’altra tipologia di scrittura, l’Alibata, che è invece di origine arabica.

Una parte del più grande murale pacifista del mondo, che contiene la traduzione in Baybayin dell’inno nazionale filippino (Lupang Hinirang, che significa  “La terra degli scelti”). In questa foto il primo verso dell’inno, che può essere tradotto come “Amata madre patria, perla dell’oriente”. Il murale si trova sui muri che circondano il campo militare General Emilio Aguinaldo a Quezon City (Metro Manila). Foto: Tropical Experience.

La maggior parte di noi giovani pensava si trattasse di un argomento pressoché irrilevante, visto che questa scrittura non è più utilizzata. Ciò nonostante, il nostro professore ne riconobbe l’importanza culturale e trasmise anche a noi questa conoscenza. Lo studio del Baybayin non era nemmeno incluso nel nostro curriculum, ma lui ci insegnò con pazienza e ci diede esercizi di lettura e scrittura, provando a rendere il tema interessante. Infatti, anche con un po’ di patriottismo, trovai divertente e interessante imparare a scrivere e leggere parole e frasi che (quasi) nessuno avrebbe potuto decifrare.  Mi ha fatto sentire bene imparare qualcosa che mi appartiene, immaginando come i miei antenati intagliavano sul legno o scrivevano con inchiostro sulla pietra le loro canzoni e storie.

Il mio segnalibro preferito (un regalo di mio marito): una poesia incisa con precisione su una piccola listella di bambù. Questa composizione è una poesia di 7 sillabe Ambhan scritta nel dialetto locale della tribù Hanuoo-Mangyan, del Mindoro Orientale (una provincia nel centro delle Filippine). Questa riproduzione è scritta con un metodo simile al Baybayin, anch’esso derivante dal sistema brahmico. Foto: Tropical Experience.

Lo sviluppo della scrittura nelle Filippine rimane ancora un tema piuttosto misterioso, come conseguenza della massiccia distruzione della letteratura nativa da parte delle autorità coloniali spagnole, ma anche a causa delle difficoltà di preservazione di materiali di origine vegetale ai tropici

La copperplate (piastra di rame) di Laguna contiene il documento più antico delle Filippine, creato nell’anno 900 DC. Lo stile dell’incisione mostra l’influenza culturale indiana (Srivijaya) nelle Filippine prima della colonizzazione europea avvenuta nel XVI secolo. Foto: malacanang.gov.ph.

Si suppone che le scritture delle Filippine derivino dalla scrittura Kawi di Java, del periodo del 14° secolo D.C. In definitiva derivano da quelle indiane, come testimonia il fatto che ogni lettera Tagalog contiene la vocale /a/. Per rappresentare una vocale differente, ci sono anche le puntuazioni chiamate “kudlit”, che vengono aggiunte alle lettere di base. Nel caso del Tagalog, un punto sopra la lettere rappresenta /e/ oppure /i/, mentre sotto le lettere indica invece /o/ oppure /u/.

Finestra decorata con antica scrittura filippina, con una vista del municipio di Manila. La trovate alla mostra permanente sul Baybayin al Museo Nazionale delle Filippine. Foto: Tropical Experience.

In origine, il Baybayin non rappresentava le consonanti alla fine delle sillabe, anche se il Tagalog ha effettivamente delle parole che finiscono in consonante. Durante il 17° secolo, per rappresentare pienamente le parole prese in prestito dallo spagnolo (che sono molte tuttora nel linguaggio quotidiano filippino), specialmente quelle tradotte dalla Bibbia, il prete spagnolo Father Francisco Lòpez introdusse un nuovo sistema kudlit sottoforma di una croce (+), che rimuove la vocale se posto sotto a una lettera.

Qui dei bambini italiani, imparano con entusiasmo a scrivere il Baybayin con me (durante uno dei nostri eventi legati alla mostra fotografica “Tutti i colori delle Filippine”.

Due bambini italiani di 9 e 8 anni imparano con entusiasmo a scrivere Baybayin insieme a me.

Uno dei bambini mostra orgogliosamente le sue creazioni!

Durante il 17° secolo la scrittura Tagalog venne abbandonata e rimpiazzata dall’alfabeto romano portato dagli spagnoli. Il Tagalog moderno utilizza le lettere romane A, B, K, D, E, G, H, I, L, M, NG, O, P, R, S, T, U, W e Y.

Durante la nostra mostra fotografica “Tutti i colori delle Filippine” abbiamo distribuito dei segnalibri personalizzati al momento, contenenti il nome dei visitatori scritti con il metodo Baybayin.

Sfortunatamente, il Baybayin è una scrittura il cui uso è andato perduto, ma oggi sta comunque facendo il suo ritorno. L’attenzione cresce grazie a una nuova onda di patriottismo e di “pinoy pride” (orgoglio filippino). La modernità ha incontrato l’antichità del Baybayin grazie anche ad app per Android con tutorial, nonché tastiere e fonts per scrivere in questa lingua da computer e gadget elettronici.

Il Baybayin su una banconota di Pesos filippini. Sul lato destro in basso trovate scritto “Pilipino” (parola Tagalog per “filippino”) con il metodo di scrittura Baybayin.

La banconota ha stampato “Pilipino” (“Filippino” in lingua Tagalog) sul lato destro in basso.

Un’altra tendenza recente è quella dei tatuaggi, dove il Baybayin si sta facendo largo. I filippini vengono infatti da antiche tribù che hanno tradizionalmente praticato l’arte del tatuaggio, quindi non sorprende che fra i moderni tatuaggi vada sempre più di moda anche il Baybayin.

Qui il tatuaggio sulla schiena di mio cugino Patrick. Si legge “Bulakenyo”, ovvero la parola che si usa per indicare una persona che è nata nella provincia di Bulakan (Regione Luzon Centrale, a nord di Metro Manila).

Disegni tribali sul polpaccio di Patrick, con l’iscrizione Baybayin per “hilaga” (nord), “silangan” (est), “timog” (sud) e “kanluran” (ovest).

Vuoi imparare anche tu a scrivere in Baybayin? Qui sotto trovi una tavola che ti servirà da guida. Ricorda, il Baybayin è sillabico, ovvero ogni lettera indica una sillaba e non una lettera come nell’alfabeto romano.

Tavola del Baybayin: una breve guida con le regole di base. Da indohistoria.tumblr.com.

Prova a scrivere il tuo nome sillaba per sillaba. Per esempio, “Manuela”.

Seguendo la tavola, la sillabazione di Ma-nu-e-la produce 4 caratteri Baybayin. Foto: Tropical Experience.

Ora scriviamo la parola “Baybayin” in Baybayin.

Ba-y-ba-yi-n in 5 caratteri. Foto: Tropical Experience.

Una volta che si prende la mano, è facile e divertente andare avanti! È abbastanza semplice e con un po’ di pratica diventerà veloce e naturale!

(scritto nel luglio 2016)